Sito ottimizzato per i browsers  Chrome  e Firefox 

3-8-2-Medicazioni

Vediamo ora alcune medicazioni  e interventi di base  

Ferite : la medicazione tipo  consiste in tre fasi , pulizia , disinfezione  e medicazione . La prima  fase può esser fatta anche con acqua  qualora manca l’acqua ossigenata . Per la seconda  si usano disinfettanti moderni che ora non bruciano più come l’alcool e che non hanno il difetto dell’alcool di essere volatili e quindi di deperire come efficacia . Per la terza  fase , le medicazioni più semplici  consistono nella  diretta applicazione  sopra l’abrasione o la ferita  di un cerotto medicato. Per togliere il cerotto senza strappare la pelle basta inumidirlo prima di toglierlo. Non impedire comunque la respirazione della parte lesa per permettere la formazione della crosta  (protezione biologica  che facilita la riparazione naturale dei tessuti).

Iniezioni   : Come si fanno le iniezioni

Va intanto subito fatta una premessa:”è obbligatorio che le iniezioni siano praticate da personale infermieristico diplomato”.L’affidarsi a persone non qualificate vuol dire correre molto più facilmente il rischio degli ascessi,dolorosissimi e che compromettono senz’altro ogni guarigione.Le cause più frequenti sono:la mancanza di sterilità nelle siringhe riusabili,la mancata prova di aspirazione prima di iniettare.Le endovenose poi sono cosi rischiose che vanno sempre praticate da un medico. 

La scelta delle siringhe.Sono da preferire le siringhe monouso già sterilizzate (cioè quelle da gettare dopo l’uso e che si acquistano imbustate).Le più sicure sono quelle vendute solo in farmacia perché fabbricate dalle aziende più importanti e con le maggiori garanzie di sicurezza.Rigorosamente controllate non presentano difetti né del cilindro né del pistone nodello stantuffo di gomma che ne garantisce la tenuta.La data di fabbricazione e di scadenza (5 anni) assicura la serietà del prodotto. In farmacia troverete quelle con un “bollo rosso” a garanzia dell’avvenuta sterilità.Queste hanno dapprima un bollino giallo che diventa rosso solo dopo una perfetta sterilizzazione ai raggi gamma; quindi si ha anche il vantaggio di un mancato contatto con agenti chimici.Le confezioni sono impermeabili all’aria e devono essere assolutamente integre.E’ buona regola acquistare sempre qualche siringa in più delle fiale da fare.La diversa capacità viene chiamata in gergo tecnico”grammatura”.Quelle da insulina sono le più piccole,da 1 ml,quelle di uso più comuni sono di 2 e mezzo,5,10.Per usi particolari se ne vendono anche di maggiori: da 20-30 ml per i prelievi (o le endovenose che devono essere tassativamente praticate da un medico) sino a 50 ml,usate per lavaggi di vescica e con un apposito cono-catetere. 

La scelta degli aghi.Le siringhe sterili monouso di più largo impegno vengono vendute anche già con ago innestato ma,per praticità d’uso ,gli aghi sono anche acquistabili separatamente ed è bene avere almeno un’idea delle loro dimensioni: il numero 1 è il più grosso(adatto più per i prelievi 

 che per le iniezioni o anche per sciogliere le polveri di liofilizzati),il numero 2 è abbastanza grosso (serve per iniettare antibiotici e liquidi densi od oleosi)  ,il numero 12,il inusato,è invece fine(per i liquidi più acquosi). Per uso pediatrico si impiegano aghi più esili,come il n14 e 16 . Gli aghi più sottili e brevi sono quelli “per insulina” che vanno dalG25 al G28,l’ultra fine.

Oggi poi sono stati introdotti aghi detti “extrafini”,con una parete così sottile che ,pur di diametro esterno ridottissimo,conservano all’interno un lume ampio come quello di aghi di maggior calibro.Le iniezioni sono in questo modo davvero divenute pressoche indolori.

Dove si fanno le iniezioni comuni.La sede è la regione glutea ma solo nel suo “quadrante superiore esterno”.Che cosa vuol dire?Che bisogna immaginare ogni natica divisa in 4 parti da due righe in croce:ecco,le iniezioni si fanno per ogni lato nel quadrante in alto e in fuori perché in quel punto c’è un ricco sottocute e non decorrono vasi e nervi importanti. 

Per le iniezioni di insulina,delicatamente sottocutanee e non intramuscolari,si possono sfruttare anche altre sedi come la fascia esterna delle spalle, la fascia media dell’addome ad esclusione dell’ombellico e la superficie anteriore e laterale delle cosce. 

Anzi,la sede delle iniezioni di insulina va cambiata di volta in volta per evitare delle reazioni locali.

Come si fanno.Per quanto semplice gli infermieri rispettano un rigoroso codice di sicurezza: 

1) si disinfetta con un batuffolo il punto prescelto;  

2) caricata la siringa in modo che non contenga nessuna bollicina d’aria la si porta più verticalmente possibile sopra la cute tenuta delicatamente a pizzicotto;  

3) la si infigge con gesto deciso sino al collo dell’ago;

4) prima di iniettare bisogna aspirare leggermente all’indietro con lo stantuffo per essere certi di non trovarsi in un vaso sanguigno (“manovra di Lesser”);


5) iniettare tanto più lentamente quanto più denso è il liquido; 

6) estrarre l’ago e premere con leggero massaggio un batuffolo impregnato di disinfettante.

Guarda le foto

Guarda i video

File vari

Il presente sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Clicca qui per prendere visione dell'informativa.