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3-6-2-Trasformare il flusso dell'aria nella spinta della vela

Una vela, essendo fatta di materiale più o meno flessibile, quando è gonfia di vento diventa concava. Per condurre una barca, bisogna che si capiscano le conseguenze del modificare l’orientamento di una vela in relazione al vento.  

Una vela che fileggia non produce spinta. Perciò se volete fermare la vostra barca sarà sufficiente lasciare sbattere liberamente la vela.  

Supponete ora che la vostra barca si trovi col vento che soffia su un lato, e questo sarà il caso più semplice. Ora, se si orienta la vela dal lato da cui soffia il vento essa comincia a prendere il vento. Dapprima si gonfierà il bordo di uscita e, se bordate ancora, una ulteriore porzione della vela si gonfierà di vento finché alla fine si gonfierà anche l’ultimo pezzettino vicino al bordo di entrata. È a questo punto che la vela sviluppa la spinta massima giacché il flusso dell’aria su di essa è laminare.  

Per bordare la vela si alano o cazzano le scotte e sentirete che la spinta aumenta quando voi cazzate adeguatamente le scorte perché la barca sbanderà e comincerà a muoversi in avanti.  

Quando la vela si incurva al vento, con un flusso d’aria laminare ottenete una spinta dal lato sopravvento, e una trazione o un risucchio dal lato sottovento. Se cazzate ancora di più la scotta il flusso dell’aria non riesce a seguire regolarmente il cambiamento più brusco di direzione e diventa vorticoso specialmente dal lato sottovento.  

Con un flusso di aria vorticosa la spinta è ridotta perché non avviene trazione. Si ha soltanto la spinta.  

Quando il vento è di poppa è difficile evitare che questo avvenga ma nella maggior parte delle altre andature potete fare in modo che le vele siano orientate in maniera da avere sia spinta che trazione. 

Regolazione delle vele
Le moderne derive utilizzano delle cime note come scotte per regolare l’angolo secondo il quale potete orientare le vele in relazione alla barca ed al vento. Per cui spesso si odono gli ordini “cazzare le scotte” e “mollare le scotte”. Si può egualmente dire “alare sulle scotte” o “filare, allascare le scotte”.

Di norma le due vele sono regolate approssimativamente allo stesso angolo d’incidenza per mantenere entrambe uno scorrimento laminare dall’importantissimo flusso dell’aria. Ma quando il vento viene da dietro – ovverosia “da poppa” – potete spiegare la vostra superficie per prendere il massimo vento orientando le vele su bordi opposti, cioè a farfalla.

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