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6-3-34-Evitare i guai

Due maniere per evitare guai

I.                    Si dia il caso di una barca che si trovi con lo scafo sottovento alla attrezzatura.

Come abbiamo visto, ogni tentativo di raddrizzare la barca provocherà un immediato e improvviso rovesciamento sopra l'equipaggio.

Se la barca non ha galleggiamento eccessivo dovrebbe essere possibili sollevare appena l'estremità della vela fuori dell'acqua e tenervela. Il vento spingerà così l'albero facendo perno sullo scafo finché non si troverà sottovento.

La barca può allora essere raddrizzata nel modo normale e le vele equilibreranno l'equipaggio mentre sale a bordo.

II.                  Si dia il caso di una barca che ha troppo galleggiamento.

La difficoltà con una barca che galleggia troppo alta sul fianco è che essa comincia a scarrocciare velocemente e l'equipaggio ha a disposizione pochissimo tempo per raddrizzarla prima che sia con la prua al vento o, quel che è peggio, con la poppa al vento.

La tecnica è che un uomo si metta a prua e la tenga ferma come farebbe un'ancora galleggiante o la traini nuotando controvento.

Mentre il secondo uomo raddrizza la barca il primo deve appoggiarsi con tutto il suo peso sulla prua per sollevare la poppa fuori dell'acqua.

In questo scafo ci sarà pochissima acqua ed esso farà immediatamente perno sulla prua mettendosi con la poppa sottovento.

I due uomini possono poi mettere la barca al traverso; uno dei due prenderà la barra e la scotta e salterà dentro, issandosi fuori dall'acqua e cazzando la scotta.

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