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3-6-25-La strambata

Norme fondamentali per la strambata

Quando si cambia di mure, l'essenziale è che le vele strambino da un bordo all'altro. La barca accosta in modo tale che il vento viene a soffiare sull'altro lato. Le vele, che sono appese all'albero come una bandiera, non possono rimanere sul vecchio bordo e passano dall'altra parte.

Così, quando si vira, le vele prima sbattono liberamente e poi si girano gradatamente via via che la barca accosta finché mettono in forza le scotte.

Quando si stramba, il vento di colpo si infila dietro la balumina della vela e all'improvviso si gonfia, rigettandola violentemente sull'altro bordo. È questa subitaneità che fa apparire la strambata così rischiosa al principiante.

Detto nel modo più semplice, abbattere consiste nel fatto che il timoniere accosta la barca sempre più sottovento (I). Alla fine il vento passa dietro la vela e la fa strambare dall'altra parte (II). Il timoniere si china e si sposta sul nuovo bordo sopravvento (III). La barca è lasciata traversata al vento, ferma e con la vela che sbatte liberamente (IV).

Strambare (virare di poppa 90°)

Da in poppa al lasco :

Una perfetta coordinazione di movimenti tra timoniere e podiere può migliorare il governo della barca, rendere la strambata più sicura e più prevedibile, e permettere inoltre di mantenere la velocità.

Timoniere:

La barca che qui vedete ha la scotta della randa che fa dormiente a proravia del timoniere. La via che fa la scotta condiziona la posizione del timoniere, se con la faccia verso prua o verso poppa, sia nella strambata che nella virata in prua.

Qui il timoniere tira a sé la barra (I). Se c'è vento forte potrà orientare già ora la prolunga sottovento in modo che sia nella giusta posizione per afferrarla quando, immediatamente dopo la strambata, si butterà fuoribordo.

Il timoniere comincia a passare dall'altra parte, accovacciato e tira indietro la mano che tiene la scotta per impugnare la barra alle sue spalle mentre si volta (II).

Poi si volta e si siede infilando i piedi sotto le cinghie. La mano che prima reggeva la barra è dietro la schiena e si muove rapida a prendere la scotta, ancora tenuta dall'altra mano, che ora poggia sulla barra (III). Finalmente equilibra la barca e regola la scotta (IV).

Prodiere:

L'azione del podiere nell'afferrare il boma e passarlo dall'altra parte al momento giusto è vitale per la corretta esecuzione della strambata. Il fiocco non è così importante e, purché sia stato tolto il tangone, può essere lasciato in bando fino a dopo che il boma sia passato dall'altra parte.

Il timoniere sposta la barra e poi grida "pronti a strambare!". Questo è il segnale per il podiere di afferrare saldamente il boma o il vang (I) e spingerlo dall'altro lato senza esitazioni (II e III). Qualunque indugio o errore può facilmente squilibrare la barca e risolversi in una scuffia. È meglio che il podiere sia un po’ troppo veloce piuttosto che rischi di mancare il momento giusto.

Il podiere sfrutta il suo peso per equilibrare la barca e poi regola il fiocco (IV). 

Strambare

Senza virare

Non sempre vogliamo accostare di 90° o press'a poco. Talvolta dobbiamo continuare nella nostra impoppata modificando solo leggermente la prora. La serie delle operazioni è quasi la stessa e in particolare il podiere deve anche questa volta spingere il boma dall'altro lato esattamente al momento giusto.

Il timoniere sposta soltanto di poco la barra (I) e quando la barca cammina leggermente "accollo" (II), cioè il vento spira al giardinetto sottovento, grida "Pronti a strambare!".

Il podiere spinge il boma sull'altro bordo (III) e mentre passa oltre il timoniere temporaneamente scontra la barra (IV). Il motivo è quello di impedire alla barca di accostare eccessivamente, la straorzata sarebbe in effetti accentuata dal vento che gonfia la vela dopo la strambata.

Si noti che in questi disegni abbiamo illustrato una scotta della randa che fa dormiente a poppa, per cui il timoniere si volta con la faccia verso poppa. Cambia di mano sulla barra afferrandola, insieme alla scotta, con la vecchia mano. Poi senza fretta può raccogliere la scotta con l'altra mano.

Con tempo cattivo virare facendo un giro completo è una manovra utile se per qualche ragione non siete sicuri di poter affrontare in tutta sicurezza una strambata. È importante mantenere velocità durante la accostata, sebbene i timonieri in regata spesso usino una tecnica speciale e spingano tutta la barra sottovento. La barca può allora compiere una rotazione completa e rimettersi con la prua al vento pronta a ripartire sull'altro bordo.

A questo punto abbiamo ormai imparato a navigare su ogni settore della nostra circonferenza, accentuato, naturalmente, l'angolo morto sopravvento. Ma virando in prua o in poppa possiamo praticamente raggiungere ogni punto dell'orizzonte.

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